Meditazione #9

L’uomo articola lo spazio attraverso il suo corpo. L’uomo non è un essere dualistico in cui la carne e lo spirito sono sostanzialmente distinti, bensì un essere corporeo vivente, attivo nel mondo. Il “qui e ora” in cui questo corpo separato viene collocato è ciò che dapprima è dato per certo, e successivamente compare un “là”.

Attraverso la percezione di questa distanza, lo spazio circostante si manifesta come un’entità dotata di significati e valori diversificati. Dal momento che l’uomo ha una struttura fisica asimmetrica con una parte alta e una bassa, un lato sinistro e un lato destro, un davanti e un dietro, il mondo articolato, a sua volta, diventa naturalmente uno spazio eterogeneo. Il mondo articolato dal corpo è uno spazio vivo e vissuto.

Il corpo articola lo spazio. Nello stesso tempo, il corpo è articolato dallo spazio. Se “io” percepisco la realtà concreta come qualcosa di freddo e duro, “io” riconosco il corpo come qualcosa di caldo e morbido. In questo modo il corpo nella sua relazione dinamica con il mondo diventa il shintal. È soltanto il shintal inteso in questo senso che costruisce o comprende l’architettura. Il shintal è un essere sensibile che risponde al mondo.

Tadao Ando, 1988

Riferimenti

ANDO Tadao, “Shintal and Space”, in Architecture and Body, New York, Rizzoli, 1988, pubblicazione senza numerazione di pagine.