Progettare o non progettare: questo è il problema?

di Emanuele Forzese, 2017

> Pubblicato su Genius Loci Architettura

In occasione della Triennale di Brugge del 2015, l’artista cinese Song Dong ha realizzato una scultura architettonica ispirata al concetto cinese del “wu wei”, letteralmente traducibile come “non agire”. Collocata di fronte alla Cattedrale di Saint Saviour, la scultura è costituita dalle finestre recuperate da uno dei tanti edifici tradizionali che vengono demoliti per fare posto alle nuove torri simbolo dell’incessante processo di urbanizzazione in Cina. Lungi dall’essere un elogio dell’inerzia, il “wu wei” è una forma sofisticata di “azione senza contrapposizione”, che comprende le capacità di cogliere le infinite potenzialità del presente, di eseguire azioni conformi alle leggi della natura, di conseguire risultati senza scatenare conflitti, infine di imparare tramite l’esperienza e non con le parole. Per quanto possa sembrare paradossale ragionare in termini di inazione nella costruzione dello spazio, dalla trasposizione di tali capacità in ambito architettonico è possibile desumere quattro riflessioni utili per la pratica progettuale. Continua a leggere

(In)coscienza costruttiva

di Emanuele Forzese (inedito, 2014)

Nelle opere di Maurits Cornelius Escher e Alberto Savinio spesso sono raffigurate scene metafisiche dove l’architettura funge da teatro dell’inconscio; invertendo i due termini si ottiene una questione cruciale: l’inconscio quale teatro dell’architettura, ovvero l’inconsapevolezza come orizzonte storico-culturale entro cui la società pensa, costruisce e trasforma il territorio. L’uomo-costruttore della contemporaneità sembra svolgere con minore efficacia il ruolo di “coscienza” della terra che abita.

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