Antibiblioteca #55

Libro Giardini di saggezza in Occidente Hervé Brunon

BRUNON Hervé, Giardini di saggezza in Occidente, DeriveApprodi, 2017.

Il giardino è da sempre, e in tutte le culture, luogo privilegiato per la contemplazione, la riflessione; la cura di sé… Luogo di elezione per la teologia, la filosofìa e la meditazione. Giardini concreti e immaginari, orti cintati e paradisi terrestri, che la cultura occidentale ha destinato al riparo dal mondo circostante, alla riflessione, alla metafìsica e affidato all’etica del giardiniere. Ecco allora una storia della relazione tra giardino e saggezza in Occidente, dalla Grecia antica alla contemporaneità, dalla tradizione biblica a quella poetica, che ancora oggi si rivela rapporto imprescindibile per la ricerca di una buona vita. L’indagine diventa allora un itinerario singolare tra strutture del giardino e pratiche del pensiero, accompagnati da Epicuro e Platone, Sant’Agostino e Montaigne, Shakespeare e Nietzsche, e dall’insieme della nostra cultura letteraria e filosofica che nel giardino ha le sue radici.

Antibiblioteca #54

Libro Il vuoto, le forme, l'altro. Tra Oriente e Occidente Marcello Ghilardi

GHILARDI Marcello, Il vuoto, le forme, l’altro. Tra Oriente e Occidente, Morcelliana, 2017.

Se da sempre provoca il pensiero filosofico, la questione dell”‘altro” assume nuovo interesse di fronte alla pluralità che caratterizza l’epoca odierna. Confrontandosi con autori e testi non solo della tradizione europea ma anche di quella orientale – in particolare cinese e giapponese -, l’autore esamina l’alterità nell’ambito del linguaggio, della pratica artistica e dell’etica, giungendo a una inedita nozione di “vuoto”, non come nome dell’indicibile, ma come apertura nei confronti delle molteplici forme del mondo.

Antibiblioteca #53

Libro L' arte come prassi umana. Un'estetica Georg W. Bertram

BERTRAM Georg W, L’arte come prassi umana. Un’estetica, Milano, Raffaello Cortina, 2017.

Nella teoria e nella filosofia dell’arte si tende a sottolineare la differenza fra l’arte e le altre pratiche umane. In questo modo, si può perdere il senso profondo della pluralità delle arti e sottovalutare la portata dell’arte nell’ambito della forma di vita umana. Nella prospettiva teorica elaborata da Bertram, al contrario, l’arte si colloca in continuità con le altre pratiche umane, perché solo in riferimento a esse può acquisire la propria specifica potenzialità. Seguendo Bertram, saremo in grado di riconoscere in queste pagine una nuova impostazione nella definizione dell’arte: si tratta di comprendere la particolarità dell’arte nel contesto della prassi umana, ovvero di cogliere la natura essenziale del contributo che essa reca a questa prassi. L’arte, argomenta Bertram, non è semplicemente una pratica specifica, ma una forma specifica di prassi riflessiva, in quanto tale assai produttiva nell’ambito del rapporto dell’essere umano con il mondo. In ultima analisi, l’arte è una prassi di libertà.

Antibiblioteca #49

Libro L' arte del paesaggio Raffaele Milani

MILANI Raffaele, L’arte del paesaggio, Bologna, Il Mulino, 2001.

L’esperienza estetica del paesaggio costituisce uno dei tratti costitutivi della sensibilità contemporanea. Partendo dai concetti di natura, ambiente, territorio, il libro mette in relazione il paesaggio con gli ambienti foggiati dall’uomo, come i giardini e le città; ripercorre poi l’emergere del sentimento del paesaggio nei vedutisti e nella letteratura di viaggio. Affronta quindi la peculiarità dell’esperienza estetica del paesaggio, in cui entrano in gioco le categorie estetiche della meraviglia, del pittoresco, del sublime, della grazia e della bellezza. Da ultimo è tracciata un’originale morfologia delle bellezze naturali, con una particolare attenzione per quegli aspetti del paesaggio che più sono stati associati all’emozione estetica: il colore dell’acqua e del cielo, la terra e la roccia, il fuoco e le eruzioni dei vulcani, le rovine, le montagne.

Antibiblioteca #39

Libro Sull'estetica giapponese Donald Richie

RICHIE Donald, Sull’estetica giapponese, Lindau, 2017.

La ricerca della bellezza sembra avere compenetrato in Giappone gli ambiti più diversi: non solo la pittura, la scultura, le arti applicate, o il teatro e la letteratura. Anche il semplice spazio della vita domestica, il ristretto giardino che lo circonda, la disposizione dei fiori, la cerimonia del tè, sono divenuti oggetto di un investimento estetico intenso e prolungato. Ma quali sensibilità e quali concetti sono alla base di questo impegno costante? Quando si scrive di estetica giapponese, le convenzioni utilizzate in Occidente – ordine, successione logica, simmetria – impongono all’argomento un punto di vista che non gli appartiene. L’estetica orientale suggerisce, tra le altre cose, l’idea che una struttura ordinata intrappoli, che l’esposizione logica falsifichi e che una discussione lineare alla fine limiti. Il godimento estetico riconosce schemi artistici, ma essi non possono essere né troppo rigidi né troppo ristretti. E quindi più facile riuscire a definire l’estetica giapponese attraverso una rete di associazioni costituite da elenchi e da annotazioni legate tra loro in modo intuitivo, che formano lo sfondo dal quale emergerà l’argomento in esame. Così si regola, in questo libro, Donald Richie, costruendo un saggio, breve ma folgorante, su una costellazione di parole collegate (“wabi, sabi, awarcfùryù e yùgen”), talvolta enigmatiche, spesso sfuggenti, eppure tutte sottilmente rivelatrici.

Antibiblioteca #32

vercellone

VERCELLONE Federico, Il futuro dell’immagine, Bologna, Il Mulino, 2017.

Internet, gli smartphone, la televisione, i giornali ci sottopongono a un continuo flusso di immagini che investono e travolgono i canoni della trasmissione culturale e dell’interpretazione del presente. L’antico conflitto tra immagine e parola sembra essersi risolto con l’inopinata sconfitta di quest’ultima. È possibile orientarsi in questa nuova selva senza assumere atteggiamenti troppo reattivi, inclini a una nuova iconoclastia? Saremo capaci di approfittare delle potenzialità dell’immagine, riconoscendo i bisogni che la loro iper-produzione esprime senza subirne le derive violente? La sfida è individuare il modello di ragione di un universo in cui le immagini non sono più apparenze, ma veri e propri ambienti culturali.

Antibiblioteca #31

eusebio

EUSEBIO Roberto Maria, L’oceano universale. Simboli, Miti, Leggende, Tipheret, 2016.

L’acqua ha rappresentato e continua a rappresentare, attraverso le sue simboliche profondità, un mondo misterico e fantastico in cui realtà, immaginazione e metafisica s’intrecciano in una condizione la cui essenza fluida e lenta sembra acquisire valenze oniriche al di fuori del tempo e dello spazio. Evoca il ricordo ancestrale dell’ovattato grembo materno ed è l’immagine del silenzio primordiale su cui aleggia il Logos. Diviene specchio, luce, riflesso e matrice di ogni possibilità d’esistenza. Dai suoi primordi l’uomo comprese l’importanza di quest’elemento così sfuggente che era fonte di vita per se stesso e per il mondo che lo circondava e, contemporaneamente, comprese quanto, pur nella sua “non forma”, potesse, una volta scatenata la sua forza, dimostrare tutta la sua enorme potenza distruttiva. L’uomo esaltò questo duplice aspetto come uno dei princìpi dell’inizio della vita e della sua fine ma anche come allegoria di quell’acqua di vita spirituale che rappresenta il mezzo attraverso cui l’uomo può giungere alla sorgente di tutte le cose. Tutta la storia dell’acqua e del suo simbolismo è legato all’idea dell’amplesso sacro.

Antibiblioteca #28

eccher

ECCHER Christian, Vento di terra. Miniature geopoetiche, Università La Sapienza, 2016.

Il volume contiene una serie di reportage che l’autore ha scritto per giornali e riviste serbi e italiani. Si tratta di miniature geopoetiche in cui sono rappresentati paesi e regioni di confine, crocevia di popoli e di culture: la Voivodina, l’Asia Centrale, il Caucaso, ma anche città situate nel cuore dell’Europa, in cui le contraddizioni della globalizzazione neoliberista appaiono evidenti più che altrove. Sono proprio queste zone a poter sviluppare idee nuove, declinare in maniera costruttiva e sostenibile la caoticità della post-modernità, proporre nuovi modelli di convivenza e di soluzione dei conflitti, grazie alle enormi sfide politiche, economiche e sociali davanti a cui si trovano. I confini, dove le culture si incontrano e i popoli qualche volta si scontrano, da periferia sono diventati centro, nodi nevralgici in cui l’umanità mette in gioco il proprio futuro. Lo scrittore ha trovato riparo dal vento freddo, di terra, che spazza e affligge il mondo contemporaneo a teatro, soprattutto a Wuppertal, con Pina Bausch e i suoi danzatori, e ovunque in Europa, al seguito della “Socìetas Raffaello Sanzio”. Il teatro, quello vero, non è un luogo al di fuori della realtà…

Meditazione #17

In un mondo dove abbiamo barattato l’illusione della sicurezza con un controllo capillare delle nostre vite, dove chiediamo con insistenza più telecamere a sorvegliare i luoghi pubblici e più guardie a proteggere quelli privati, le biblioteche, le piazze, i parchi devono essere difesi come territori dell’anonimato, dell’incontro casuale, della libertà metropolitana.

Antonella Agnoli, 2009: 154

Riferimenti

AGNOLI Antonella, Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Roma-Bari, Laterza, 2009; riedizione 2014.

Meditazione #16

La bruttezza non svanirà neanche dall’ambiente. Le città si sono trasformate in garage ed autopiste. I centri storici, lavati e sciacquati pietra per pietra, e invasi da venditori di ninnoli tutti uguali da Firenze a Katmandu passando per New York e Adelaide e magari anche per Macondo e Donogoo-Tonka e la contea di Yoknapatawpha. Musei dovunque, e dovunque turisti. E i pub al posto delle osterie, i MacDonald’s al posto delle trattorie, delle latterie, delle friggitorie. Tutti uguali, ma tutti acchittati, disegnati e decorati da architetti DOC.

Goffredo Fofi, 2006: 92

Riferimenti

FOFI Goffredo, Da pochi a pochi. Appunti di sopravvivenza, Milano, Elèuthera, 2006.