Antibiblioteca #56

Libro Non industrial design. Contributi al discorso progettuale Flaviano Celaschi

CELASCHI Flaviano, Non Industrial Design. Contributi al discorso progettuale, Luca Sossella Editore, 2017.

Il discorso progettuale è un dialogo continuo che accoglie studiosi delle culture del progetto, progettisti, decisori pubblici e privati, studenti e cittadini, interessati al ruolo e agli strumenti che il design riveste nella società contemporanea. Un ruolo che si è molto accresciuto: in profondità come in estensione. Oggi in tantissime occasioni si parla di design non più come se fosse solo lo stile di un arredamento o di un’automobile, ma come processo. Ed è appunto di come il design sia diventato un processo e di quali potenzialità ancora relativamente poco sfruttate si possano ottenere da una sua divulgazione allargata, che parla questo libro. Il testo è articolato in tre “lezioni” che cercano di mettere al centro del discorso tre questioni contemporanee: la scoperta della centralità del corpo nel desiderio intenzionale dell’uomo di ogni tempo di modificare la realtà partendo dal sé (inteso come unicum tra corpo e mente); la necessità di apprendere l’arte di maneggiare i futuri e attraverso le pratiche dell’anticipazione progettare i percorsi per costruire futuri desiderabili; il mistero della creatività e le riflessioni sull’arte di insegnarla e la sensibilità per apprenderla.

Antibiblioteca #40

Libro Semiotica del design Anne Beyaert-Geslin

BEYAERT-GOSLIN Anne, Semiotica del Design, ETS, 2017.

“Semiotica del design” studia la significazione dei mobili e in modo particolare delle sedie. Offrendosi innanzitutto come un’esplorazione delle categorie normalmente sollecitate per usare e valorizzare gli oggetti, il libro utilizza l’esempio cruciale delle sedie per evincere dapprima una grammatica generale del design, per poi scandagliare le evoluzioni e gli adattamenti degli artefatti agli usi. Cos’è che ci porta a distinguere una sedia da una scultura? Qual è il supplemento di senso che le viene conferito dall’elaborazione di un designer? Come gli oggetti di design partecipano all’organizzazione degli scenari pubblici e privati? Attorno alle apparenze banali di una sedia si preparano le sfide creative del designer e la loro conciliazione con il rinnovamento della concezione sociale degli spazi di vita e d’interazione. Nulla più della sedia, con la sua ergonomia intuitiva, si pone come un esercizio di allontanamento dall’esempio prototipico e come un’autoriflessione globale sul ruolo del design. Il libro intende trarre una “lezione” dalle sedie al punto che proprio a partire da esse si elaborano i preliminari per una semiotica generale del design, mettendo al centro nozioni quali quelle di presenza, valore, forma di vita, fattitività, che corrispondono, del resto, ai fronti più recenti di questo orizzonte disciplinare. Tuttavia, il volume va ben al di là di una teorizzazione preoccupata per il grado di coerenza interna e per il proprio rigore: mette così al centro l’analisi degli oggetti, le relazioni tra creatività e pratiche d’uso; e quando propone al lettore gli elementi per una semiotica del progetto, si impegna a innestare tali indicazioni con un vasto apporto di studi transdisciplinari, in modo da condividere un retroterra.di saperi dialogici e diversificati, in grado di ossigenare debitamente un teatro teorico altrimenti chiuso nello specialismo.

Antibiblioteca #24

bertirotti

BERTIROTTI Alessandro, Psico-Antropologia per il Design, DM Athaeneum, 2017.

Questo libro intende gettare un ponte tra la psicologia generale, l’antropologia culturale e il mondo variegato e sempre più interessante del design. Nel testo si riportano quelle teorie, con le relative proposte scientifiche dell’autore, che possono aiutare il designer nella progettazione di prodotti, servizi ed eventi, con i quali si cerca di migliorare il mondo nel quale tutti noi viviamo. Un mondo costruito su realizzazioni, esplorazioni, aspettative, bisogni e desideri con i quali la nostra specie sviluppa processi costanti e continui di adattamento all’ambiente, al fine di modificarlo e domesticarlo. Ecco perché questo testo: per cercare di comprendere come i designer cercano di colmare la differenza che nella vita quotidiana esiste fra ciò che appare essere reale e quello che si desidera diventi reale. E poiché la predisposizione al cambiamento è il motore dell’intera specie umana, il designer rappresenta sempre più una costante psico-antropologica nell’attuale panorama del saper fare mondiale.

Antibiblioteca #18

biondi

BIONDI Emanuele, ROGNOLI Valentina, LEVI Marinella, Le neuroscienze per il design. La dimensione emotiva del progetto, Milano, Franco Angeli, 2010.

Quante volte nella vita ci è capitato di provare emozioni, o semplicemente di riferirsi a esse col pensiero, in momenti anche distanti fra loro, nel tempo, nello spazio, nella mente? Molte di quelle emozioni sono probabilmente scaturite da circostanze con le quali accidentalmente ci è capitato di entrare in relazione; di altre invece siamo andati volontariamente alla ricerca. Ma in questo più o meno denso susseguirsi di esperienze emotive, ciò di cui capita di avere minore consapevolezza è quanto possano essere rilevanti per la qualità della nostra vita anche le emozioni provocate dagli oggetti, dai prodotti che ci circondano, e con i quali ci relazioniamo nella nostra vita di ogni giorno. L’emozione è potenzialmente insita in ogni oggetto, progettato e non. Il designer, colui che forse più di ogni altro ha la responsabilità sociale del progetto, deve dunque prendere coscienza del fatto che la dimensione emotiva degli oggetti fisici può (e deve) essere progettata. Partendo da questo presupposto, il libro propone un approccio neuroscientifico ai meccanismi emotivi, provando a lanciare un ponte tra due discipline: le neuroscienze e il design. Grazie alle neuroscienze possiamo cercare di descrivere ciò che avviene nel sistema mente-cervello di un designer nel momento della creazione di un artefatto, e al tempo stesso cosa accade nel sistema mente-cervello di un utente quando con quel prodotto entra in relazione.

L’emozione è potenzialmente insita in ogni oggetto.

Il designer deve dunque prendere coscienza del fatto che la dimensione emotiva degli oggetti fisici può (e deve) essere progettata. Nel dibattito attuale intorno al design il tema delle emozioni ricopre un ruolo di particolare attenzione da parte di numerosi attori. Si parla infatti di emozioni secondo numerosi e differenti punti di vista, da quello, potremmo dire, prevalentemente “filosofico” a quello con un più spiccato orientamento al design strategico o al marketing.

Ciò che viene proposto in questo libro è un approccio neuroscientifico ai meccanismi emotivi. Esso ci consente di parlare anche di pensieri, di empatia e di stilemi, concetti fortemente correlati a quello più generale e più comunemente diffuso di emozione. Grazie alle neuroscienze, infatti, possiamo proporre approcci di metodo propri di questa disciplina, cercando in questo modo di descrivere ciò che avviene ad esempio nel sistema mente-cervello di un designer nel momento della creazione di un artefatto, o in quello di un utente quando con quel prodotto entra in relazione.

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Antibiblioteca #17

cross

CROSS Nigel, Design Thinking. Understating how designers think and work, Berg Publishers, 2011.

Design Thinking is the core creative process for any designer; this book explores and explains this apparently mysterious “design ability.” Focusing on what designers do when they design, Design Thinking is structured around a series of in-depth case studies of outstanding and expert designers, interwoven with overviews and analyses. The range covered reflects the breadth of design, from hardware and software design to architecture and Formula One. The book offers new insights into and understanding of design thinking, based on evidence from observation and investigation of design practice. Design Thinking is the distillation of the work of one of design’s most influential scholars. Nigel Cross goes to the heart of what it means to think and work as a designer. The book is an ideal guide for anyone who wants to be a designer or to know how good designers work in the field of contemporary design.

Antibiblioteca #9

vitta

VITTA Maurizio, Le voci delle cose. Progetto idea destino, Torino, Einaudi, 2016.

La cultura moderna ha ridotto la fitta presenza degli oggetti d’uso nella nostra esistenza quotidiana a due figure principali, la funzione e la forma, il corpo tecnico e il design. Ma la definizione è incompleta. In realtà, l’oggetto è la risultante di una serie di forze disparate, che in esso convergono, interagendo in profondità con la nostra storia. Questo libro prende in esame la realtà multiforme dell’oggetto quotidiano, all’inizio evocato dal bisogno, e poi via via immaginato nel desiderio, definito nella funzione, disegnato nel progetto, realizzato nella produzione, distribuito come merce, classificato nel comportamento di consumo, vissuto nell’uso, apprezzato nel godimento estetico e infine, non di rado, esaltato come bene culturale. Ciò che a prima vista sembrava una «cosa» inerte, si rivela dunque un essere proteiforme, generatore di energie semantiche, simboliche, estetiche, tecniche, economiche, culturali, fra le quali il problema della forma acquista valenze sempre diverse. Non è un «oggetto» quello che appare in questa prospettiva: è un evento, che si dipana dinanzi ai nostri occhi in una trasformazione continua, e che pure resta sempre inflessibilmente uguale a se stesso. Continua a leggere